Légion étrangère, i 4 pezzi «facili» di Giancarlo Fusco

FUSCO. Raccolti gli articoli sulla leggenda dei «figliastri di Francia». Un libro céliniano, «una umanità dura e disperata», la fucina di uno scrittore vero.

«Una specie di requiem, un memoriale, un’urgenza di ricordi» così recita la notizia che accompagna la pubblicazione per Sellerio dei quattro articoli di Gian Carlo Fusco usciti a puntate su Il Giorno nel 1961, riuniti sotto il titolo di La Legione Straniera (Sellerio, pp. 54, euro 9). Un rito sui generis ma di quali esequie? Quelle della leggenda dei «figliastri di Francia» (ma in realtà provenienti da tutto il mondo, primi tra tutti tedeschi e italiani), corpo militare d’elite (che ancora oggi resiste «da 65mila giorni come conteggia fiero il portale online della legione, dalla grafica grossolana come un menù per turisti, spartano ma sempre valido). rifugio peccatorum di una umanità varia, per motivi e nazionalità: «migliaia di Bernard, Muller,Bianchi, Martinez e Johansson sparirono, un giorno, dietro il muraglione del Fort Saint Nicolas, per uscirne trasformati in altrettanti Bibì»

L’occasione per Fusco è la notizia dell’epoca del provvedimento del generale de Gaulle che dopo il fallito colpo di stato di Algeri, decide di sciogliere il primo reggimento di stanza in Algeria. Preludio alla fine del mito? Dove andranno a finire i restanti 46 mila «bibì», si chiede Fusco, le memorie di 130 anni di storia degli «eroi barbuti e bruciati da sole senza ricordi e senza speranza», e dei nomi delle loro battaglie e avventure, Crimea, Solferino, Austria, Messico.

«L’urgenza» è dettata dai freschi racconti dell’amico ex legionario e cantante marsigliese Rick Rolando, protagonista con Fusco di A Roma con Bubù. Ed è appunto da Marsiglia che parte la Legione di Fusco, che subito recepisce e rievoca la lunga stagione dei «Bibì». Che Fusco fosse a sua volta un incantatore come recita il titolo della sua unica biografia, è cosa nota, se non altro perché prima ancora dei titoli dei suoi libri ci si imbatte nell’altra «legenda» quella del «personaggio» Fusco, difesa dai custodi di un mito che nasconde però lo scrittore (anche una parola troppo generosa può essere un bavaglio). Merita più attenzione allora la riedizione delle opere dell’autore di Duri a Marsiglia. Basta scorrere i titoli dei pezzi, I figliastri di madame la republique, La bandiera della ferocia, Venduti all’asta, I romantici macellai d’algeri: c’è il rumore celiniano di una umanità dura e disperata, sprezzante e disprezzata. E la fucina di una grande scrittore.

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