Super Entomo, l’eroe di Napoli e le sue ronde

Missioni. 31 anni, un costume e una identità segreta. Non vola ma pattuglia la città mentre «il crimine oggi scavalca la pena». Le sue armi? «Autodifesa e segnalazioni anonime alla polizia». Si ispira ai comics e al messicano Barrio Gomez. Saviano? «Senza maschera, come Obama». Caso rifiuti? «Mancano ancora i colpevoli».

Ronde sì, ma «è pronto un provvedimento che stabilisce norme severe, con un albo, sull’esempio dei City Angels», parola del ministro dell’Interno Roberto Maroni. Ronde o presidi che già esistono: «da anni ci sono iniziative su base volontaria non controllate da nessuno». Anche in Emilia Romagna sostiene il ministro. E comunque i «Rambo non saranno ammessi». Rambo no, ma un supereroe? Perché a quanto pare i super eroi esistono, anche da noi.
Ne abbiamo incontrato uno. Il suo nome è Entomo, vive a Napoli. Non è uno scherzo. Entomo è reale. Per la precisione un Real Life Superhero. 31 anni, un segreto «custodito da una ventina di persone», una identità precaria «con i mass media nulla resta segreto per sempre, sono preparato all’eventualità di svelarla, ma non ora». Un fisico normale, vestito con un costume verde chiaro, le maniche scure, nessun mantello, pantaloni neri con stivali marroni, un cappuccio nero e verde. Sul davanti un disegno: « È un segno grafico a metà strada tra un sigma ed una clessidra. Simboleggia l’unione e la comunione al di fuori del tempo spezzato. Anche se la Terra è allo stremo delle sue forze, e siamo fuori tempo massimo, possiamo venirne fuori e ritrovare lo splendore. All’ultimo secondo. Questo è il marchio dell’Uomo-Insetto».

Entomo non è solo. I Real Life Superhero sono 200 in tutto il mondo, almeno quelli registrati regolarmente (www.worldsuperheroregistry.com), e che seguono regole precise (https://www.rlsh-manual.com/). Si vestono e agiscono come i personaggi dei comics, inventandosi però nuove identità. Ecco Angle-grinder Man a londra, Terrifica, una ragazza di New York, SuperBarrio Gomez, autentica celebrità a Città del messico. Guardano Watchmean come la Bibbia del movimento e pattugliano le città. Agiscono spesso in anonimato. Non volano, forse anche perchè è cambiato il crimine, meno straordinario e più quotidiano e anche la giustizia non dà più sicurezze. Più che Evil, il male, viene privilegiato il Balance, l’equilibrio.

Pattuglie quindi. È giusto chiamarle ronde o c’è il rischio di veder associata l’idea positiva del super eroe alle iniziative della Lega? Che ne pensa un supereroe del problema sicurezza?
L’attuale politica è terribile: frammentazione, disordine, ambiguità, corruzione. I leghisti sono liberi di utilizzare il termine che preferiscono, per noi supereroi sono semplicemente “pattuglie”. La parola “ronda” mi dà l’idea di un’azione aggressiva, e non è questo lo spirito giusto. Bisogna prima investigare, scandagliare, dunque pattugliare, con la mano tesa verso la gente indifesa. È un ciclo. Non ho bandiera politica. Io rappresento me stesso e coloro che credono negli ideali per cui combatto.

Ma chi è davvero Entomo?
Mi adopero per la società, o almeno quel che ne è rimasta, e nel frattempo nascondo la mia identità civile dietro ad un simbolo che possa ispirare altre persone in maniera positiva. Ho cominciato il mio training nel 2003, ispirato da quelli che sono da sempre i miei eroi: Super Barrio Gomez, Satoru Sayama (il primo Tiger Mask), Christopher Reeve e Bruce Lee. Gente che ha segnato in modo indelebile la mia adolescenza, spingendomi a dare il meglio. Prima del 2003 avevo avuto modo di conoscere la strada nelle sue varie forme, quelle buone e quelle cattive, imparando quanto contraddittoria potesse essere l’esistenza umana. Un insegnamento profondo che i libri e lo sport non possono darti.

Quindi in Entomo c’è anche un’idea di riscatto sociale?
No, ero un ragazzo normale, per certi versi privilegiato, giovanissimo, perspicace, sensibile, con un grande senso di responsabilità. La molla di Entomo è stata sempre con me. Era la preparazione e l’ispirazione che mancavano. Quando sono arrivate, ho capito cosa dovevo fare. Ma non è mai così semplice.

La prima volta come Entomo?
Il 2 marzo 2007, la mia prima pattuglia e un costume rudimentale. Non è successo nulla, non ho salvato nessuno, ma almeno avevo vinto la mia prima sfida: uscire allo scoperto. Non esiste un perché ben preciso. Ho sempre sentito dentro di me l’impulso di aiutare il mondo. È nel mio dna, quindi indimostrabile.

Cosa fa Entomo? Contro chi combatte?
Pattuglio le strade della città, di notte. Di giorno, punto le situazioni di maggiore interesse. Non mi sostituisco alla legge, non sono un vigilante. Pattuglio, fermo i piccoli crimini che posso fermare, altrimenti segnalo anonimamente alla polizia ciò che sta accadendo. È un lavoro metodico, dove la razionalità e l’istinto viaggiano di pari passo. Sto preparando e pianificando anche altre azioni che abbraccino altri campi, come l’ecologismo e l’attivismo. Combatto contro l’individualista che mangia il prossimo per il suo tornaconto personale. Combatto contro le persone che fanno del male, nonostante possano scegliere di non farlo. Combatto contro il consumismo.

Il tuo simbolo è un insetto
Non è un simbolo, è come una seconda natura: come loro posseggo riflessi incredibili, e alcuni talenti che non si possono spiegare con la scienza ortodossa. So captare nelle persone sfumature psicologiche sconosciute ai più. Io la chiamo “Parallelogramma”, una facoltà che persino io, non comprendo appieno.

Agisci da solo, equipaggiato? Altrove si è parlato di dissuasore elettronico
Solo. Non posso parlare del mio equipaggiamento per ovvi motivi. Comunque è in continua evoluzione, come il mio costume, il mio training. Devo sempre allenarmi, non posso abbassare la guardia.

Interagisci con la polizia?
Segnalazioni anonime. Il mio modus operandi non è approvato dalla legge, un uomo non può girare per le strade mascherato. In ogni caso, non mi oppongo o contrappongo alla polizia, né mi sostituisco ad essa. Li aiuto a distanza, ma senza riconoscimenti. Sono abbastanza abile da far sì che le nostre strade non si incrocino mai, anche se questo mi costa tante accortenze. Se in futuro un qualche cenno di approvazione dovesse giungere da loro, ne sarò lusingato. In caso contrario, nulla cambia.

Come si muove un supereroe nel 2009?
Solo autodifesa. Non amo la violenza gratuita ed ingiustificata. Non sono un esaltato. Pratico una tecnica chiamata Krav Maga. Cerco di disarmare il mio nemico, di intimidirlo senza ferirlo. Molte volte ho affrontato dei teppisti basandomi sulla velocità. Generalmente desistono da qualsiasi altro attacco. Il costume gioca da diversivo, sorprende, distrae.
Gran parte delle mie tecniche sono basate sui calci. Per il resto mi muovo a piedi, ma l’automobile è indispensabile, anche per potermi cambiare d’abito. Ho degli itinerari ben precisi e delle scadenze. È tutto calcolato.

Che ne pensa la gente di Entomo?
La gente è positivamente colpita, ma può esserci anche scherno. Quando gli scettici si rendono conto che davanti non hanno uno qualunque con una maschera, la reazione negativa si trasforma. L’approvazione mi fa piacere, ma non sono un mitomane. La popolarità non mi interessa, solo l’azione, la sostanza e, naturalmente, il messaggio. Tempo fa un gruppo di ragazzini mi ha applaudito. Io ero più sorpreso di loro. Non mi aspettavo una reazione così entusiasta. Ognuno di quegli applausi valeva più di mille parole. Mi ricompensava degli sforzi.

Ma un supereroe a chi si ispira?
Quelli che ho citato prima. Ma anche eroi di carta: la Primula Rossa e Zorro. Mio nonno mi ha insegnato a credere negli ideali nobili dell’eroismo. Senza di lui, Entomo oggi non sarebbe qui. C’è un eroe in ogni persona, anche la più bruciata. È la conquista più grande, l’ultima frontiera.

Saviano?
Un Real Life Superhero senza maschera. Come Obama.

Napoli e i rifiuti. Che cosa ha fatto Entomo?
Ho fermato dei tentativi di teppismo ai danni delle persone, delle strutture e dell’ambiente. È stato un maelstrom di disordini. C’era molta confusione, sfiducia, avvilimento, e tanto male. Ho combattuto fino allo stremo, sia come Entomo che come civile. Ma ne è valsa la pena. Anche se manca ancora all’appello la punizione dei colpevoli. Quello che è stato fatto, non basta. E certi personaggi cadono sempre in piedi. Non va. Oggi, l’emergenza rifiuti è apparentemente finita, ma riesploderà presto: le radici del problema non sono state sradicate. Servono siti di stoccaggio, canali per un corretto smaltimento, incerenitori. Serve una gestione oculata dei soldi pubblici. Il discorso è lungo e complicato.

Tentazioni superomistiche: come fai a evitare di passare dall’altra parte?
Non esiste un’altra parte per me. Sono incorruttibile. Credo nell’equilibrio. Non sono perfetto, ho i miei demoni interiori come tutti. Ma la bilancia è sempre equilibrata, in bilico tra ordine e caos, e quello che vince è il mio istinto a cambiare il mondo, a renderlo migliore.

Cosa è cambiato nel concetto di supereroe dall’era mitica dei comics?
Il concetto è uno, non cambia. Una creatura fantastica, sia essa di carta o in “carne ed ossa” come noi Real Life Superheroes, può cambiare la realtà. Super Barrio Gomez è reale. Salva vite, si batte per i diritti degli sfrattati, stava persino per essere eletto lì in Messico. Ma anche Batman, dal basso dei suoi albumi cartacei, influenza l’animo delle persone, dimostrando che si può fare la differenza. Oggi però commetti un atto indicibile, e la fai franca. Perché la giustizia si è trasformata in un circo mediatico, e il rimorso viene “sedato” dai riflettori. I processi vanno avanti per secoli. Un tempo, un criminale aveva il coraggio e la decenza di confessare il suo crimine. E provava persino emozioni tali da spingerlo a pentirsi profondamente. Oggi sa di poter scavalcare la pena, ed è persino felice delle attenzioni che riceve. È merito del meccanismo legislativo italiano, dei mass-media.

Hai degli obiettivi? Dei progetti?
Lavoro, investigo, pattuglio. Nel frattempo, mi muoverò anche per altri canali. Il fine è chiaro: bisogna salvare il mondo.

Come ti sei avvicinato al movimento dei RLSH?
Il movimento è nato agli inizi del 2000, siamo pochi, ma cresceremo. Ci conosciamo tutti grazie alla rete: Tothian, Captain Prospect, Master Legend, Green Scorpion, Amazonia, RazorHawk. MySpace ha costituito per noi un territorio comune dove scambiarci consigli, informazioni, opinioni. Siamo anche diventati amici, sempre nel rispetto delle nostre identità segrete. Ognuno ha la sua causa.

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