Intervista. Conversazione con un mattatore che da martedì torna in scena con una commedia. Wanda Osiris? «Barava ma con le rose». Striscia la notizia? «Quando c’ero io era un tg, ora solo denunce». Sorrentino? «Bravo. Mi ricorda Visconti».

Debutta ufficialmente a Roma martedì sera, al teatro Cometa dove resterà in cartellone fino al 10 gennaio 2010, con Chat a due piazze esilarante commedia di Ray Cooney riadattata da Luca Barcellona. Il copione ha convinto l’ottantaquattrennne Raffaele Pisu «perché finalmente si ride, e si ride davvero». Lo spettacolo, record di incassi a Londra e a Parigi, è il seguito della celebre commedia Run for your wife, (Taxi a due piazze), interpretata da Johnny Dorelli nel 1986, che ora Gianluca Guidi ha deciso di mettere in scena. Intorno a Pisu, Fabio Ferrari, Lorenza Mario, Gianluca Ramazzotti, Miriam Mesturino, Antonio Pisu e Claudia Ferri.

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Intervista. Ha senso chiedere indietro i reperti trafugati? Più che le battaglie legali, valgono gli accordi extra. Il libro di Isman racconta la grande razzia degli anni 70: «l’assassinio della storia» dai tombaroli al Getty Museum. Il no di Copenaghen e i mediatori del mercato, Medici e Becchina, meticolosi archivisti di foto e ricevute.

L’Egitto rivuole il busto della regina Nefertiti, conservato all’Altes Museum di Berlino. Motivo? È uscito illegalmente dal paese. «Stiamo ancora raccogliendo le informazioni, ma pensiamo di avere materiale a sufficienza per inoltrare una richiesta formale di restituzione dell’opera presso il Museo di Berlino», ha dichiarato ieri alla stampa tedesca Zahi Hawass, responsabile delle antichità egiziane. La prima richiesta di restituzione risale agli anni 30. Silenzio assoluto fino a oggi. Indifferenza o cavillo giuridico? La realtà è che, come ammette lo stesso Hawass, «sembra che non ci siano documenti che provino formalmente che Nefertiti abbia lasciato l’Egitto in modo legale ed eticamente irreprensibile». Anche il governo di Atene di recente si è mobilitato contro il British Museum: oggetto del contendere i Fregi del Partenone, il cui prestito inglese al neonato Museo dell’Acropoli dovrebbe valere il riconoscimento della propietà britannica sugli stessi fregi.

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Patrimoni. Quattro giorni all’incanto per il monumentale tesoro di memorabilia. L’ex re del pop apre al pubblico le proprie ossessioni.

Bambole non c’è una lira dicevano a Hollywood e a Neverland, il lussuoso ranch di Michael Jackson, non sono da meno. In tempi di crisi, le ristrettezze si fanno sentire per chiunque. Anche per l’ex re della musica pop, che se artisticamente è innocuo da molti anni, di certo sarà più nudo ora che andranno all’asta quasi duemila mille oggetti di sua proprietà. Una foglia di fico che la casa d’aste Julien’s stima tra il milione e mezzo e i tre milioni di dollari. Una decisione controversa, perchè la popstar ha cercato di evitarla, dopo l’accordo firmato con Julien’s nel luglio dello scorso anno, ma un giudice ha definitivamente autorizzato la vendita. Da oggi tutto il materiale sarà esposto a Beverly Hills, in California. Chi vuole soddisfare la propria curiosità da lontano, può sfogliare fino al 21 aprile il catalogo, anzi i cinque fitti cataloghi direttamente dal sito della casa d’aste (http://www.juliensauctions.com/).

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Una sera del 1972 a sorpresa David Bowie sul palco del Rainbow di Londra si trasformò in Ziggy Stardust. Imperdibile evento che in molti inevitabilmente avranno perso. Curiosamente, tra le righe degli amarcord delle riviste musicali italiane, sono in molti a vantare la propria presenza a quel concerto. Un’epidemia di benedette coincidenze? Lo stesso può accadere con il 77. Chi c’era per davvero? Intanto Franco Cordelli, che scrisse “Il Poeta Postumo” (Le Lettere, pp. 265, € 28),  la cronaca diretta di 16 performances poetiche tenute nella primavera di quell’anno nella cantina del club Beat 72, di cui Cordelli era l’animatore, così come due anni dopo lo fu di Castelporziano.

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Due notizie in cronaca a distanza di poche settimane che riguardano Margaret Thatcher. L’ultima è lo stato di demenza senile in cui versa l’ex premier britannico da qualche anno. L’equazione con l’Alzheimer non è automatica. L’ altra notizia pur facendo esplicito riferimento alla morte, perchè si tratta della concessione straordinaria dei funerali di stato – conserva una punta di ironia tutta inglese.

Funerali di stato per Margaret Thatcher, un onore concesso al di fuori della famiglia reale a un solo politico inglese del novecento, il primo ministro Winston Churchill.

L’indiscrezione è apparsa sul quotidiano Mail: la Lady di ferro, ancora in vita con i suoi 82 anni, di recente immortalata in una foto a Wimbledon così come ospite della Regina a Buckingham Palace per un tranquillo party in giardino di recente, avrebbe raggiunto un accordo per l’ultimo prestigioso riconoscimento da parte della nazione.

Un semplice desiderio di congedo pubblico e politico che vista l’autorevolezza del personaggio, per 11 anni e mezzo la leader del partito conservatore al potere in Inghilterra, si trasforma in una vera e propria organizzazione, ambiziosa quanto grottesca, che non può fermarsi alle grandi linee finendo per coinvolgere fin da subito tutto l’apparato della Casa Reale.

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