Bill Paxton il poligamo. Una ricetta per Silvio?
Luglio 13, 2009
Intervista. Al Roma Fiction Festival, l’attore di Hollywood si confida sulla terza stagione della scandalosa serie tv Big Love. Protagonista un mormone con tre mogli. «Le donne sono una grande sfida. Ma basta non deluderle». Berlusconi? «Nessuno è perfetto».

Big love, un amore grande, ma non unico, è bene precisarlo subito, perché la scandalosa serie tv prodotta dall’attore Tom Hanks e dalla Hbo ha come motore la poligamia. Due le stagioni andate in onda in Italia, su Cult di Sky, presto una terza di cui ieri è stato proiettato il primo episodio inedito al Roma Fiction Festival. Aumentano i problemi per Bill Henrickson, imprenditore di Salt Lake City (Utah), proprietario di grandi magazzini e sposato con tre mogli. Bill è il patriarca di una famiglia così allargata da comprendere otto figli, oltre alla coetanea Barb, la bionda e più giovane Nicki e la giovanissima Margene.
Come se non bastasse la condanna legale della legge Usa verso la poligamia, e quella morale della Chiesa mormona a cui i protagonisti appartengono, nella terza stagione a complicare la vita e gli affari di Bill ci si mette di mezzo anche la crisi globale. Che grava anche sulle tre donne che custodiscono il segreto sui veri rapporti con Bill, compagne che vivono nelle rispettive villette, tutte vicine. Catalizzatore di tante attenzioni è Bill Paxton, attore hollywoodiano di lungo corso (iniziò come assistente di Roger Corman), nella realtà sposato con due figli.
Lei ha recitato in film d’azione come “Aliens”, “Predator 2″, “True lies”, e catastrofici come “Twister”, “Titanic”, “Apollo 13″. Però sembra che a complicare la sua vita siano di più le donne. È così?
Sì e questa volta non ce la farò a sopravvivere è una sfida più grande di me. Ho sempre avuto un grande rapporto con le donne, come mio padre prima di me. Mi sono sposato a 31 anni, ho avuto molte belle donne di cui conservo ricordi meravigliosi, come una giornalista italiana che dovevo sposare, conosciuta a New York, ma non stavo simpatico alla madre e non se ne fece nulla.
La monogamia, l’amore che dura una vita intera, è possibile?
Ritengo sia possibile, l’ho visto in giro. Le donne vogliono l’onestà, non accettano di essere deluse. Prima che iniziasse il programma in America, alcune amiche mi chiedevano «cosa stai facendo?» e io: «Faccio il poligamo in uno show». La reazione? Non gli piaceva neanche l’idea. Ma dopo aver visto lo show, non soltanto hanno accettato Bill, ma ora è seguito più da donne che da uomini. Il mio personaggio funziona perché è onesto, o forse è solo questione di fascino…
Consiglierebbe al nostro presidente del Consiglio, imprenditore come Bill, la soluzione della poligamia per uscire fuori dai problemi e dalle vicende che riempiono le pagine dei quotidiani di tutto il mondo?
Sì, decisamente. Se siamo aperti, le persone ci accettano, ma quando ti presenti con un volto pubblico e si scopre che è un volto nascosto, le persone considerano il tuo comportamento come una cosa disonesta. Non conosco quest’uomo né la sua vita, siamo tutti umani e nessuno di noi è perfetto. Comunque sono felice di non essere un politico! Io vengo da Hollywood, tutti da me si aspettano che abbia molte amanti, i politici non sono interessanti!
All’inizio avete avuto molti problemi con la comunità di mormoni?
Sì, c’era molta preoccupazione. Abbiamo dovuto mettere un disclaimer dicendo che eravamo ex appartenenti alla chiesa mormone. Per i fondamentalisti, l’uomo può avere tante mogli quante ne può mantenere, per aumentare il numero di anime nel mondo.
E come cattolico, come si è trovato nelle vesti un poligamo?
Sono cresciuto nella educazione cattolica. Puoi togliere un bambino al cattolicesimo, ma non puoi togliere il cattolicesimo al bambino. Mia madre era cattolica, mio padre come gli antichi romani credeva nelle divinità: la natura, la bellezza, le donne. Crescendo mi sono avvicinato a lui. Mi hanno educato a credere che le credenze di ognuno vanno bene finché non recano danni agli altri.
Come è andato il passaggio da Hollywood alle fiction della Hbo?
Quando la Hbo mi ha proposto la parte, non avevo mai visto una sceneggiatura simile. Il mio personaggio si trova davanti a tante novità: nuove mogli, ricatti, comincia a diventare un imprenditore anche un po’ gangster, con un suo destino interessante. Mi piace che sia una figura di patriarca, visionario e pieno di risorse. Ed è insolito vedere un personaggio che prega e che si rivolge a Dio, con una sua ricerca spirituale. La Hbo si è costruita una reputazione non solo facendo fiction di qualità ma spingendosi sempre più in là degli altri, dove la materia umana si fa controversa, senza pensare se una parte del pubblico si offende. La tv deve sperimentare in questo senso, e fare in modo che la gente il giorno dopo parli e commenti le nostre storie.
La crisi ha colpito anche Bill Paxton?
Sì purtroppo, un film che dovevo dirigere, ma che dopo 4 mesi di casting e story board, hanno staccato la presa, il budget era alto. Non posso dire il titolo perché spero si rifaccia, so che è stata dura rinunciare
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