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Polemiche. Nessuna marcia indietro sul riconoscimento al gran maestro per il bilancio lirico raccolto nel suo “Dizionario”. Ma gli organizzatori consigliano: meglio non presentarsi.

«Mi lascio dietro una traccia di ricordi nostalgici ed una vita equivoca e disseminata di trappole, e così che mi perdo nel tramonto appena nato e nei sogni mi si schiude l’incertezza del futuro». Sono versi di Licio Gelli, poeta. Con molta probabilità anche la lirica Soltanto illusioni è contenuta nel Dizionario poetico, edito da Acar edizioni e curato da Amos Cartaria, un raccolta monumentale di 2535 liriche scritte da Gelli tra il 1950 e il 2008, millecinquecentocinquanta pagine al costo di 75 euro (se lo si acquista on line si riceve in omaggio una pergamena autografa con una lirica, Felicità), un’opera in odore di premio a Ostia. Ma per Gelli l’incertezza del futuro è già domani e così per il suo Dizionario.

«Ho ascoltato mio figlio, gli amici, i miei collaboratori, i titolari del Teatro Nino Manfredi, che ospiterà la serata finale, ma ho ascoltato soprattutto i cittadini. Ed è per il bene di questa città, perché non sia protagonista di scontri e manifestazioni, che comunico ufficialmente che ho fatto un passo indietro, chiedendo a Licio Gelli di non presentarsi domani alla cerimonia conclusiva del Premio Internazionale Città di Ostia a ritirare il suo riconoscimento». Nelle parole di Tonico Colloca, presidente dell’associazione culturale Anco Marzio che aveva promosso il riconoscimento, si rinnova il destino di Licio Gelli che anche da poeta è costretto a rimanere nell’ombra.

L’annunciata manifestazione di protesta del Movimento democratico di Ostia, una volta uscita la notizia del premio a Gelli, ha sortito i suoi effetti, complice l’immediata adesione di Anpi, Amici di Beppe Grillo, Sinistra e Libertà, Prc di Ostia e Acilia, Ascanio Celestini e Andrea Rivera. L’accusa non è rivolta ovviamente al Dizionario, ma al suo autore. Un premio che andrebbe a un persona condannata per depistaggio per la strage di Bologna, «una ex camicia nera di Spagna e un ex repubblichino protagonista delle trame più oscure e nere della storia del nostro paese, dal crack del Banco Ambrosiano a Gladio, maestro venerabile della Loggia Massonica P2 che aveva l’obiettivo di ribaltare l’assetto democratico del nostro paese».

Il premio dell’edizione 2009 andrà alla poetessa poetessa Milagros Chavez Gonzales, prigioniera politica in un carcere peruviano. Ma se i postini suonano due volte anche i massoni non scherzano. Perchè per Gelli l’omaggio dell’associazione culturale Anco Marzio «a titolo esclusivamente personale» è il secondo che riceve dal Premio Città di Ostia, dove aveva già vinto la selezione ufficiale nel 2003. Lo avevano preceduto Corrado Calabrò e Maria Luisa Spaziani. Un pò di curiosità ma nessuna solelvazione: «Quell’anno fu lo stesso Borgna a congratularsi e la giunta Veltroni diede un contributo. Per questa edizione invece, non abbiamo avuto né finanziamenti, né patrocini delle istituzioni di destra» ha dichiarato Colloca che ribadisce il valore del Dizionario e del suo autore: «uno scritto unico in Italia, un poeta premiato da 413 città italiane e che nel 1996 cinquantuno Paesi proposero per la candidatura al nobel. E infatti non è una novità che Gelli scriva poesie né che vinca premi. Nel 2003 venne omaggiato a Ostia dalle letture di Arnoldo Foà che vinse così le possibili riserve: «Basta che le poesie siano belle».

Quanto al curriculum, le oltre duemila poesie oggi raccolte vengono da decine di pubblicazioni: da Luce di stelle alpine a Ho finito l’inchiostro. Versi sempre senza pace: «Quante volte ho atteso da altri un gesto di pace, vane aperture d’amore e sereni spazi tra nuvole / Quante volte ho cercato tra compagni di viaggio un rifugio alla larga dalle tentazioni del mondo / Ora non è più il tempo di sirene e grandi draghi, di filamenti d’ombra che ristagnano tra le erbe e nel silenzio la luna si nasconde nel cuore che attende il peso dei ricordi, il sollievo d’una gioia / Ora la carità si tuffa in pascoli di incertezze e io continuo ad ingannarmi sperando che il sonno giunga a spazzare via questa odiata malinconia muta come un dolore che si ingrossa nel silenzio».
Ora è la volta del bilancio del Dizionario. Cosa farà domani Gelli? Il poeta dolente si farà di nuovo invisibile massone? O vincerà invece la determinazione del Venerabile?

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