Salierno, il fascista di Colle Oppio passato dall’eversione a sociologia

Un libro particolare, molto bello. Una storia irriducibile, eversiva.  Un’Italia cattiva.

Chi l’ha detto che la rivoluzione deve passare attraverso per la difesa dei diritti dei più deboli? Può passare anche attraverso l’autobiografia di un picchiatore fascista degli anni ’50, titolo di un libro apparso molti anni fa, nel 1976, per Einaudi. Stranezze dell’editoria, dopo trent’anni, lo rimanda in stampa Minimum fax (Autobiografia di un picchiatore fascista, 256 p. 14 euro). L’autobiografia è il libro confessione di un fascista dichiarato, il racconto di formazione di Giulio Salierno, all’epoca giovane militante missino, violento e intraprendente, ma soprattutto è la storia della destra italiana “reduce” da Salò, che si aggrega nel Msi, insoddisfatta e rabbiosa, e che vuole cambiare la società e ribellarsi alla Repubblica già data per malata. Nella mitica sezione di Colle Oppio a Roma finisconoper gravitare personaggi carismatici: Rodolfo Graziani,Valerio Junio Borghese, Pino Rauti, Giorgio Almirante; Julius Evola, evocato più volte dalle correnti che animano le riunioni della sezione, lo si va invece a trovare, come una divinità.

È una storia personale quella di Salierno fatta di due tempi, che sembrano inconciliabili: la violenza, le risse, la vita di sezione, il progetto a lungo inseguito di uccidere Walter Audisio, il partigiano che fece fuori Mussolini. «Mi procurai una foto di Audisio, e la incollai su una tavoletta. Attaccai il ritratto sugli alberi e gli sparai contro, divenne una grattugia». E poi la frustrazione per il gesto rimandato e l’omicidio gratuito di un ragazzo innocente, la fuga nella Legione Straniera, il carcere in Francia, l’estradizione e poi la detenzione in Italia. Di qui la presa di coscienza degli errori, «come fascista mi ero illuso di essere fuori il sistema, mentre c’ero dentro fino al collo», la ripresa degli studi universitari dal carcere (fu il primo in Italia) e l’inizio di una nuova vita da sociologo. In prigione  dal ‘53, a ridosso sconto della pena nel ’68 per meriti di studio, Salierno scrive “Il carcere in Italia” un’importante inchiesta che gli varrà la cattedra di Sociologia.

Scritta in tre parti che si intrecciano, la fuga, la detenzione, la vita da militante, è una storia alla “new italian epic”: nato nel ’35 e cresciuto con l’immaginario della sconfitta, Salierno racconta la Roma del dopoguerra, le piazze politiche e i comizi, le manifestazioni, gli scontri, le provocazioni, le risse, gli attentati, il culto protettivo delle armi e quello della morte, «tutta la nostra tradizione era basata sul culto della morte», gli esplosivi, i campi paramilitari e i leader. Il mondo dell’eversione, raccontato al cinema da Vogliamo i colonnelli di Monicelli come innocuo e goffo, diventa qui un’umanità che cerca l’ordine e la disciplina ma in realtà è indomabile, unico obiettivo dividere e spaventare con le bombe e le armi, nella speranza di ottenere consensi.

Sono le radici dell’eversione che mostrano un limite: «Il Msi non sarebbe mai stato un partito d’opinione, ma un organismo militarizzato». Ma anche Colle Oppio è un recinto stretto, il maresciallo Graziani è «un vecchio superato dalla vita e dalla storia» che non firma un suo proclama ai legionari d’Africa, tenuto come una reliquia. Ci si sente usati, dai capi moderati “i caporioni” come Michelini e De Marsanich, guidati dalla Dc. Da Evola, il mago dell’epopea millenaria del Terzo Reich che «mangia alle 6 un brodino rumorosamente mentre fuori su Roma sfolgorava il sole», l’azione punitiva contro i rossi diventa missione universale. Ma non basta. Allora ci pensano gli emergenti Almirante e Rauti, a ribadire la via dello scontro fisico e armato. Ma Salierno in carcere scoprirà «che Nichelini o Almirante erano facce della stessa medaglia reazionaria».

This entry was published on maggio 13, 2009 at 12:09 pm. It’s filed under Il Riformista and tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Bookmark the permalink. Follow any comments here with the RSS feed for this post.

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