Di Henry Jenkins è apparso in Italia un nuovo libro, parzialmente inedito. Dal titolo inequivocabile, “Fan, Blogger e videogamers, l’emergere delle culture partecipative nell’era digitale“, edito da Franco Angeli. Testo che raccoglie una scelta del precedente, Cultura Convergente, pubblicato da Apogeo, con una appassionata introduzione di Wu Ming. Ne ho scritto per il Riformista a ottobre , riprendo ora il discorso grazie a Vincos, osservatore attento, commentando un suo recente post. 

Scrive Jenkins in Cultura Convergente: “se gettassimo via il potere del broadcasting avremmo solo frammentazione culturale. Il potere della partecipazione non ha origine dalla distruzione della cultura commerciale, ma dalla sua riscrittura, dalla sua correzione ed espansione, dall’aggiungervi una varietà di prospettive, poi dal rimetterla in circolo diffondendola attraverso i media mainstream”. 

C’è un buco nella rete di Jenkins, o almeno è da questo punto che focalizzo meglio la sua panoramica. Sono gli spoiler, i guastafeste. Le lingue di solito sono molto precise, un termine dice tutto. Guastafeste appunto, fanno saltare una realtà e costringono a patti l’entertainment. Ma non a tal punto da diventarne padri fondatori. (continua